mercoledì 18 gennaio 2012

Domenica 12 febbraio, PAPEZ



Cosa è PAPEZ?
 La compagnia nasce da Helianto, associazione artistico-culturale di Rovello Porro (CO) che si occupa dell'organizzazione di eventi artistici e culturali, avendo come obiettivi la diffusione della cultura in tutte le sue forme, l'agevolazione di incontri tra le arti e la promozione della conoscenza delle risorse artistico-culturali presenti nella zona insubrica.
I membri provengono da formazioni diverse: Claudio Pagelli, presidente dell'associazione Helianto, è autore delle poesie presentate nello spettacolo e poeta riconosciuto, con all'attivo diverse pubblicazioni e numerosi riconoscimenti in concorsi letterari di interesse nazionale. Chiara Tarabotti, musicologa di formazione e con importante esperienza teatrale , cura la regia del progetto guidando Simone Giarratana, giovane attore molto attivo nel comasco, accompagnato dai virtuosismi di Matteo Goglio, chitarrista e compositore, affiancato nella parte ritmica da Luca Foglia, raffinato percussionista.
IL PROGETTO L'idea nasce dalla pubblicazione dell'opera "Papez" di Claudio Pagelli presso i tipi de "L'Arcolaio", casa editrice di Forlì, nel 2011. Effettuata una selezione condivisa sui testi del poeta, si è venuta a comporre una vera e propria struttura drammaturgica. Le tematiche affrontate nelle poesie, decisive per la divisione in gruppi, sono quelle del lavoro ai tempi moderni e dell'alienazione che spesso ne consegue (prima parte), dei ricordi e racconti fra amici (seconda parte), esplicitati in testi discorsivi, quasi racconti ascoltati al bancone di un bar, ed, infine, del rapporto con la città e con l'amore (terza parte).
La regia dello spettacolo include contributi musicali e performativi per stimolare l'incontro del pubblico con la parola poetica e suscitare un interesse da parte di chi, solitamente, non è abituato al contatto con questo genere letterario. Obiettivo perseguito anche dallo stile di scrittura di Pagelli, prosastico ma sempre raffinato e mai banale, ricco di echi nobili, particolarmente udibili in accurate scelte di linguaggio, termini incastonati nel discorso come pietre preziose su fini collane.
Da questa comunione di intenti nasce l'idea di proporre una sorta di poesia urbana, poesia fatta nella città e per la città: lo spettacolo è concepito come un happening destinato a luoghi inaspettati, non convenzionali (piazze, locali, strade, ma anche fabbriche, negozi etc.), per creare incontri imprevisti con le muse, incursioni poetiche, scintille di vita e di arte.
La musica in questo processo riveste un ruolo attivo, di incessante dialogo con la parola e profonda sinergia: il nostro scopo è dunque approfondire somiglianze emotive e linguistiche tra musica e poesia, cercando il grande cuore segreto che unisce Gesto, Verbo, Suono.

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